CARTOLINE ANTICHE, FASCINO
NUOVO
Nell’ormai più che secolare
matrimonio tra fotografia e storia un posto a
parte, per la profondità e la ricchezza delle informazioni e delle
sensazioni da esse ricavabili, hanno le cartoline.
Dai campi di Crimea alle recentissime immagini cellularizzate provenienti
dall’Iraq la fotografia ha dato un contributo allo studio della storia che non
può essere misconosciuto.
Ma questa singolare ed efficacissima forma, d’arte e di documentazione
nel contempo, acquisisce una sua valenza più intima e suggestiva quando assume,
nel formato cartolina, quella dimensione privata e quotidiana che la
storiografia degli ultimi cinquant’anni ha contribuito a rivalutare e ad
esaltare.
In questa direzione si inserisce la poderosa raccolta di materiale iconografico curata dal prof. Aldo Argentino e fruibile, in via telematica, anche attraverso il sito del nostro ISTITUTO.
Un album con tutte le sfumature tipologiche e tematiche del genere, con
un’ampiezza cronologica di notevole respiro, con un’ambientazione varia
sotto il profilo topografico quanto sa esserlo la regione da cui il materiale è
tratto: la Campania.
Ecco quanto emerge alla vista dell’internauta fortunato che si imbatte
in questa preziosa collezione: dal contrastato bianco e nero di piccolo formato,
talvolta acquerellato a mano, dei primi del secolo ai fondi ocra-giallastro
dagli orli leggermente consunti dei decenni successivi, dalle affrancature più
o meno sbiadite alle grafie, dai mezzi di scrittura all’inesauribile bagaglio
di esperienze e sentimenti personali che sembrano trasudare da queste carte,
inducendoti a rivolgere un pensiero, tanto malinconico quanto inevitabile, ad un
autore ignoto e, sicuramente, tramontato.
A ciò si aggiunge la grande varietà tematica della raccolta,
documentazione di quella molteplicità di aspetti umani di cui la storia non può
che essere uno specchio quantitativamente “minore”: stazioni ferroviarie e
tram, piazze e strade, ville ed alberghi, mestieri e mercati, luoghi di culto e
di cultura alternati e integrati con paesaggi naturalistici
e panorami di piccoli centri urbani.
E, conclusivamente, il tutto è corredato da una serie di didascalie,
curate con precisione ma senza stucchevoli lungaggini documentaristiche dal
prof. Argentino, che illustrano, integrano, accennano con discrezione a quanto
le foto contengono, lasciando poi al fruitore il gusto di perdersi e di
indugiare, di soffermarsi e di fuggire nel labirinto emotivo e tematico che il
sito contiene.
A questo punto (e pare quasi superfluo accennare alle notevoli
potenzialità didattiche di questo apparato nell’ambito dell’insegnamento
della storia a vari livelli) non ci resta che augurare all’autore una buona
“caccia”, ovviamente di cartoline antiche, attraverso cui arricchire e
approfondire ulteriormente questo suggestivo e stimolante lavoro di ricerca.
prof.
Francesco Bevilacqua